68) Weil. L'uomo e la macchina sociale.
Per Simone Weil l'uomo  oppresso e disumanizzato dallo strapotere
della macchina sociale.
S. Weil, Oppressione e libert, a cura di C. Falconi, Comunit,
Milano, 1956, pagine 184-185.

 Mai l'individuo  stato cos completamente abbandonato a una
collettivit cieca, mai gli uomini sono stati pi incapaci, non
solo di sottomettere le loro azioni ai propri pensieri, ma persino
di pensare.
I termini di oppressori e oppressi, il concetto di classi, tutto
ci  estremamente vicino a perdere ogni significato, tanto sono
evidenti l'impotenza e l'angoscia di tutti gli uomini davanti alla
macchina sociale, divenuta una macchina per comprimere cuori e
spiriti e per fabbricare l'incoscienza, la stupidit, la
corruzione, la disonest e soprattutto la vertigine del caos.
La causa di questo doloroso stato di cose  fin troppo evidente.
Noi viviamo in un mondo dove nulla  sulla misura dell'uomo; dove
vi  una sproporzione mostruosa tra il corpo dell'uomo, il suo
spirito e le cose che costituiscono attualmente gli elementi della
vita umana; dove, in una parola, tutto  disequilibrio.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume quarto, pagina 715.
